Cooperativa Arca Medica
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Linee guida di indirizzo in materia di certificati medici di attività sportiva non agonistica
Linee guida di indirizzo in materia di c[...]
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Recente protocollo d'intesa per la ricetta dematerializzata tra Regione e OOSS del 19/06/2014
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News:

<<Nuovo farmaco

VORAPAXAR>>

NUOVO ANTIAGGREGANTE ORALE

Il nuovo antiaggregante orale vorapaxar ha ricevuto il via libera dell’Fda  come terapia aggiuntiva a quella standard (ASA o ASA più Tienopiridine) per la prevenzione degli eventi cardiaci e degli stroke  in pazienti che abbiano già subito un infarto del miocardio o siano affetti da arteriopatia periferica.

Vorapaxar è un nuovo antiaggregante che si lega in maniera selettiva al recettore della trombina che si trova sulle piastrine (Protease Activated Receptor-1 o PAR-1) e appartiene a ORAPAX lla nuova classe di farmaci noti come antagonisti dei recettori della trombina.

Il farmaco non dovrà essere utilizzato dopo uno stroke oppure dopo un TIA per l’aumentato rischio di sanguinamenti osservato in questi pazienti.

Verrà messo in commercio da Merck and Co. (in Italia e altri Paesi nota come MSD) con il marchio Zontivity.

<<POS e Studi Medici>>

Dal prossimo 30 giugno 2014 per importi superiori a 30 euro imprese e professionisti, a prescindere dal fatturato dichiarato nell'anno precedente, sono obbligati a garantire ai loro clienti la possibilità di effettuare pagamenti anche tramite POS.

 

<<La svolta della terapia per la cheratosi attinica>>

Innovazione e rapidità: queste sono le peculiarità di una nuova opzione terapeutica contro la cheratosi attinica. Si tratta di ingegnolo mebutato, un prodotto attivo sulle cheratosi attiniche e sul campo di cancerizzazione che richiede solo 2-3 giorni di applicazione. Presenta un meccanismo di azione duplice. Inizialmente genera una necrosi del tessuto attraverso una azione diretta sui mitocondri, seguito da una risposta immunitaria, prevalentemente guidata da granulociti neutrofili, cellule addette alla difesa immunitaria rapida, “di prima linea”. A questo meccanismo sono legati sia i vantaggi sia alcuni importanti aspetti che contraddistinguono questo farmaco, quali:

 ■ la breve durata della terapia (il paziente applica il prodotto per soli 2 o 3 giorni, a seconda della sede della lesione), che permette di avere una altissima aderenza;

 ■ l’efficacia sia sulle lesioni che sul campo, generando una reazione sull’intera area trattata;

 ■ la limitata e breve durata della reazione locale: sebbene molto evidente, con arrossamento e comparsa di vescico-pustole, la reazione è limitata all’area di applicazione, le lesioni non sono dolenti, e, soprattutto, sono di breve durata, risolvendo in pochi giorni dal termine della terapia.

“Gli studi - commenta Giovanni Pellacani, professore ordinario di Dermatologia e Direttore Clinica Dermatologica, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - hanno mostrato dati di efficacia molto interessanti. Infatti si è avuta la guarigione di oltre l’80% delle lesioni trattate alla testa/collo, e di oltre il 75% di quelle del corpo (notoriamente più tenaci), con un elevato numero di pazienti che ha avuto la totale scomparsa delle lesioni presenti nell’area trattata. Dati sull’efficacia a lungo termine indicano la ricomparsa di una cheratosi attinica solo in circa il 13% dei pazienti che hanno avuto risoluzione completa. Questo a convalidare l’azione del farmaco sul ‘campo di cancerizzazione’, rilevante per ottenere una terapia di ‘fondo’ mirata a ridurre sia le recidive sia la progressione verso forme di tumore cutaneo più pericoloso, quale il carcinoma squamocellulare”. “La cheratosi attinica - spiega Giampiero Girolomoni, professore ordinario di Dermatologia e Direttore della Clinica Dermatologica, Università degli Studi di Verona - è una forma di carcinoma allo stadio iniziale o ‘in situ’: non sempre questo tipo di carcinoma intraepiteliale evolve in senso maligno. Il 15-25% di queste neoformazioni regredisce spontaneamente mentre l’evoluzione in carcinoma squamoso invasivo avviene nel 5-20% dei casi. La differenza principale con altri tipi di tumore della pelle consiste nel fatto che il paziente può manifestare decine, centinaia di lesioni attiniche molto antiestetiche e ciascuna potenzialmente pericolosa perché a rischio di evoluzione maligna. A differenza del melanoma, che metastatizza con elevata frequenza e causa elevata mortalità, il

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Steatosi epatica non alcolica: dal danno d’organo
al rischio cardiovascolare

Gianluca Svegliati Baroni
Professore Associato in Gastroenterologia
Clinica di Gastroenterologia
Università Politecnica delle Marche

 


La steatosi epatica rappresenta a tutt’oggi la principale causa di danno epatico cronico. Si calcola che il 50% della popolazione generale presenti questa condizione, definita come accumulo di grasso sotto forma di trigliceridi in più del 5% degli epatociti. La steatosi epatica trova due agenti eziologici principali: eccessivo consumo di alcol (AFLD) e sindrome metabolica. In questo secondo caso si configura la steatosi epatica non alcolica (NAFLD). Mentre è da sempre nota l’associazione tra eccessivo consumo di alcol (>3 drink al giorno per i maschi sani, la metà per le donne) e danno epatico, solo negli ultimi si è realizzata l’associazione tra steatosi epatica non alcolica e danno d’organo. La NAFLD rappresenta la manifestazione epatica della sindrome metabolica definita dalla presenza di obesità viscerale associata ad almeno due condizioni tra iperglicemia, bassi livelli di C-HDL, ipertrigliceridemia, ipertensione arteriosa. Questa associazione con i fattori di rischio cardiovascolare ha determinato l’immediata valutazione della NAFLD nel campo delle malattie cardiovascolari.
Diversi studi epidemiologici hanno documentato in maniera inequivocabile che i soggetti con NAFLD presentano un aumento di mortalità globale rispetto alla popolazione generale. Questo aumento della mortalità è dovuto principalmente ad eventi cardiovascolari, ma anche ad un aumento della mortalità per neoplasie, per esempio il cancro del colon. In pratica clinica dunque i soggetti con NAFLD e sindrome metabolica devono essere sottoposti ad attenta vigilanza per queste due condizioni: rischio cardiovascolare e neoplasie, in particolare quelle del colon-retto.
Bisogna poi considerare che alla base della sindrome metabolica troviamo l’insulino-resistenza, una situazione fisiopatologica in cui una maggiore quantità di insulina (rispetto ad un individuo sano) è necessaria per svolgere la sua azione biologica. L’insulino-resistenza, oltre che fattore di danno cardiovascolare, è anche un fattore di rischio oncologico, e questo può spiegare l’associazione trovata tra steatosi epatica e cancro del colon. Dal punto di vista epatologico, anche se la storia naturale della NAFLD è poco conosciuta, due dati epidemiologici ne sottolineano l’importanza clinica in epatologia:
1) la steatoepatite non alcolica (NASH, quando la steatosi si associa a danno necroinfiammatorio e/o fibrosi) è presente nel 2-5% della popolazione generale, e rappresenta la variante della NAFLD in grado di progredire verso la cirrosi epatica e il carcinoma epatocellulare;
2) la NAFLD rappresenta la terza indicazione al trapianto di fegato negli Stati Uniti, ma soprattutto è l’unica indicazione al trapianto di fegato ad essere in aumento negli ultimi 10 anni.
Oltre ad essere di per sé un fattore di danno epatico cronico, la steatosi epatica rappresenta un’importante concausa di progressione di altre forme di epatopatia cronica, in particolare l’HCV, in cui la sindrome metabolica gioca un ruolo molto importante nell’accelerarne l’evoluzione. Un altro problema clinico importante nella gestione del paziente con NAFLD, è rappresentato dall’identificazione di quei soggetti a rischio di progressione nell’epatopatia. È stato dimostrato che purtroppo l’incremento delle transaminasi non è indicativo della progressione dell’epatopatia, che va quindi essenzialmente diagnosticata con la biopsia epatica, da riservare in particolare in soggetti obesi e diabetici (i due principali fattori di progressione) per il trattamento terapeutico più appropriato. 

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Non solo melanoma, così il sole danneggia la pelle


 

Spesso ci si dimentica della potenziale gravità di piccole lesioni che appaiono come macchie piatte oppure come placche ruvide arrossate e si formano nelle aree cutanee che più risultano esposte alle radiazioni solari. Solo che queste lesioni in qualche caso possono assumere caratteristiche neoplastiche, anche se non si sa quali possano avere questa evoluzione e soprattutto quando questa progressione si verificherà. Sta in queste parola di Giampiero Girolomoni, direttore della Clinica dermatologica dell'Università di Verona, il succo scientifico di una patologia troppo spesso sottovalutata e particolarmente frequente alle nostre latitudini, soprattutto negli anziani. Il suo nome è cheratosi attinica e proprio i raggi solari giocano un ruolo fondamentale nel determinismo del quadro, ovviamente insieme all'età. Quanto più si sale con gli anni, tanto maggiore è il rischio che queste condizioni si manifestino. Sempre secondo lo specialista veneto, le cifre confermano questa realtà: "dopo i settant'anni un terzo della popolazione è colpito da cheratosi attinica soprattutto a causa di una maggiore e prolungata esposizione ai raggi solari. Questo non significa che nelle fasce più giovani della popolazione il quadro patologico sia del tutto assente. Le statistiche dicono che in Italia debba fare i conti con questo quadro l'1,4 per cento della popolazione over-45. Negli ultimi giorni è divenuto disponibile un gel mirato per il trattamento della patologia, che opera attraverso due meccanismi: da un lato induce necrosi tissutale operando sui mitocondri, dall'altro favorisce la risposta immunitaria dell'organismo.

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E' stato messo in commercio un nuovo NAO, Lixiana® (edoxaban) in compresse rivestite da 15 mg.

La Food and Drug Administration (FDA) ha concesso l'approvazione accelerata di Praxbind (idarucizumab) per l'uso in pazienti in trattamento con Pradaxa (dabigatran) in situazioni di emergenza in cui è necessario neutralizzarne l'effetto anticoagulante.

Per qualsiasi suggerimento,critica, consiglio,proposta,

richiesta di chiarimento, (tutto ben accetto), potete aprire "Contatti" o visitare la pagina "Commenti" e condividere quello che pensate sia utile .

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